Rivivere la DDR a Berlino con un museo tutto dedicato

covers-ddrCon molto piacere abbiamo accettato l’invito da Federica, a Berlino per un Praktikum di Social Media per il DDR Museum. Entusiasta del nostro progetto al femminile, si offre di farci da guida alla scoperta della vita quotidiana nella Berlino Est durante la Repubblica Democratica Tedesca.

L’appuntamento è alle due, quando arriviamo vediamo una coda chilometrica che ci scoraggia, ma all’ingresso fortunatamente c’è la nostra guida con il suo sorriso accogliente.

trabant2Dopo i primi convenevoli ci imbattiamo subito in una Trabant, l’unica auto acquistabile a est del Muro.

Noi però ci soffermiamo sul Palast der Republik, l’edificio simbolo del potere durante quegli anni; ci è sembrato buffo pensare che al pian terreno di quest’edificio ci fosse un centro culturale e di divertimento mentre ai piani alti i più importanti uffici amministrativi del governo socialista, soprattutto se si considera che c’erano anche un bowling e una discoteca.

Continuiamo a camminare e ci troviamo in un salottino che oggi gli hipster celebrerebbero come super cool se non fosse che nella DDR erano tutti così e non si poteva scegliere quale stile dare alla propria abitazione. Aprendo le ante delle credenze scopriamo numerose bottiglie di alcolici. In prima linea Vodka in perfetto stile russo e di fianco scorgiamo dei fogli che illustrano statistiche legate al forte consumo di super alcolici che proprio in quegli anni ha un picco incredibile.

Ѐ facile immaginarne i motivi.

salottino

Nella moda si cercava di copiare l’Ovest. A confermare questo aspetto ci sono dei jeans di produzione non americana che tentano d’imitare i Levi’s. Non mancano vestiti, scarpe, occhiali e lì vicino si può testare la propria conoscenza sullo stile tipico dell’Est divertendosi con un gioco interattivo in cui si devono scegliere gli abiti, gli accessori e quindi “il life style” di un uomo o di una donna.

Ci siamo messe alla prova anche noi, naturalmente con una donna, ma una birra di troppo (non nostra) ci ha tradite oltre all’acconciatura e al trucco forse un po’ eccessivo.

indovina la donna dell'Est

Indovina la donna dell’Est

Dunque, Berlinerinnen e non, dai vestiti passiamo al nudo!

Foto di laghi e spiagge popolati di intere famiglie giovani e meno giovani che ritraggono il modo di vivere nel tempo libero. Nudità! Integrale e spontanea.

Ma perché? Perché in un regime così controllato era possibile liberarsi in tal modo? Semplicemente perché era permesso.

nudo

Adesso però ci tocca attraversare un muro di nebbia, simbolo del distacco tra la quotidianità e chi, questa, la controllava. Veniamo quindi catapultate nell’aspetto politico e militare dell’epoca.

muro di nebbia

Visitiamo la riproduzione di una stanza per gli interrogatori utilizzata dalla Stasi e una cella per i prigionieri, in quel momento ci accorgiamo di quanto quei salotti vintage, che oggi vorremmo provare ad imitare, fossero in realtà i luoghi dove più si concentrava il potere subdolo di quello Stato socialista tanto amato e temuto.

Stasi

E poi le auto: non più Trabant ma Volvo perché come diceva George Orwell “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” infatti gli alti funzionari avevo accesso alle prelibatezze culinaria dell’Ovest come le banane e più in generale potevano permettersi tutti quei beni considerati di lusso poiché provenienti da Ovest.

Alla fine della visita sentiamo un buon profumino che ci preannuncia il ristorante del museo… questa volta però con specialità di tutta la Germania perché ora il Muro non c’è più e si può scegliere.

Consigliamo il DDR Museum ai più piccoli, perché a differenza di altri musei, qui si cerca di rendere il tutto il più interattivo possibile in modo da conoscere attraverso il fare. 

Grazie Federica per averci fatto da guida!

DDR Museum – Berlins interaktives Museum   Karl-Liebknecht-Str. 1   Entrata: 6 €  Ridotto: 4 €  Gruppi/P.: 4,00 €  Studenti/P.: 3,50 €

Erika Marangoni e Serena Palomba

 

 

 

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2 risposte a “Rivivere la DDR a Berlino con un museo tutto dedicato

  1. Guarda che veramente è una Volvo, non una Mercedes… Era svedese e non Tedesca della BDR come era la Mercedes. Che il ministro avesse una macchina della Germania dell’ovest sarebbe stata chiaramente un’eresia…Strano che la vostra guida non ve l’abbia fatto notare…

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