JAMME JA: L’APERITIVO PARTENOPEO

jammeja

Apre a Friedrichshain il primo street food made in (South) Italy.

Situato a pochi passi dalla stazione di Ostkreuz, nell’incrocio tra Neue Bahnhof Straβe e Boxhagener Straβe, la gastronomia “Jamme Ja” ci conquista al primo sguardo, con i suoi toni arancioni e l’atmosfera tipica del Sud Italia. Anche i tavolini all’esterno, con le tovaglie a quadri bianchi e rossi, lasciano intendere fin da subito ai numerosi passanti di Friedrichshain, il cuore alternativo di Berlino Est, che si tratta di un locale che propone la cucina tipica italiana. “Partenopea”, come ci tengono a sottolineare Fabio e Stefania, proprietari di questa nuova attività berlinese avviata in soli sei mesi. Li abbiamo incontrati per un aperitivo il venerdì sera e tra uno Spritz e un Tocco Rosso, abbiamo posto loro alcune domande utili, per assaporare al meglio questa originale proposta gastronomica e per capire la chiave del suo successo.

 jamm

Partiamo dal nome: “Jamme Ja” evoca le vostre origini partenopee…

Esattamente. Però “Ja” si sposava bene anche con la lingua tedesca, per questo alla fine l’abbiamo scelto tra i possibili candidati. La traduzione storpiata in “andiamo sì” ci piaceva per la sua vivacità. Temevamo una pronuncia sbagliata da parte dei tedeschi, invece abbiamo visto che funziona!

Qual è stato il vostro percorso, cosa vi ha portato ad aprire un’attività a Berlino?

Veniamo entrambi da Napoli. Dopo esserci laureati, io [Fabio, N.d.A.] in Scienze Naturali e Stefania in Biologia, abbiamo avviato un’associazione di educazione scientifica che tutt’oggi fa laboratori con bambini. Il desiderio di cambiamento però, ci ha portato a Berlino, città che ci intrigava anche per via dei prezzi essendo è una capitale ancora molto economica. Siamo partiti a febbraio con un banco al mercato di Maybachufer, proponendoci come Italian street food, esperienza che ci è servita per testare i gusti dei tedeschi e ci ha insegnato che non va dato tutto per scontato, perché non è detto che il prodotto italiano sia apprezzato a prescindere. Un esempio su tutti, la frittata di maccheroni: per i tedeschi è una cosa stranissima, all’inizio li faceva ridere! Così piano piano ci siamo costruiti la nostra clientela, e a giugno abbiamo aperto il locale.

I vostri clienti sono di prevelenza italiana o tedesca?

Essendo vicino agli uffici di Zalando, a pranzo lavoriamo molto con gli italiani, la sera anche con i tedeschi. Stanno funzionando bene le cene su misura, ad esempio il sabato per festeggiare i compleanni, per le quali basta prenotare e viene concordato insieme il menu e il prezzo. Facciamo anche servizio di catering: i più importanti che abbiamo realizzato finora sono stati per la Microsoft e per un evento italiano dell’Icd – Institute of Cultural Diplomacy. Continueremo comunque anche a fare i mercati perché ci piace molto.

Qualche parola sul vostro prodotto.

Una cucina italiana, che si focalizza soprattutto su quella partenopea o comunque del Sud Italia, e sullo street food, che stiamo lanciando tutti i venerdì con il fritto napoletano: palla di riso, pizza fritta e crocchette. La nostra specialità è la parmigiana di melanzane “fatta come mamma ci ha insegnato”, molto richiesta soprattutto dai tedeschi. E tra i dolci, è vietato non assaggiare il tiramisù! Utilizziamo esclusivamente prodotti italiani, cercando di mantenere un buon rapporto qualità/prezzo. Nel nostro menu offriamo un’ampia scelta di piatti per vegetariani e ci stiamo attrezzando per inserire anche qualche proposta per vegani, cercando di riadattare la cucina napoletana a questa dieta.

jamm

Una domanda che può essere utile per chi sta pensando di aprire la sua attività a Berlino: qual è stato l’iter che avete seguito e quali difficoltà avete incontrato?

È stato abbastanza impegnativo perché abbiamo fatto tutto da soli. Arrivati a Berlino, abbiamo cercato il locale tramite Immobilien Scout, rendendoci subito conto che potevamo investire la cifra che avevamo. Dato che non conoscevamo benissimo la città, la scelta è ricaduta su questa posizione soltanto perché ci piaceva che il locale fosse vicino a un incrocio, dove c’è più passaggio. La burocrazia tedesca è stata un problema più che altro per la lingua, ma anche se ci sono molte carte da fare è comunque più snella rispetto all’Italia. Qui le cose sono molto più facili e veloci. Abbiamo impiegato un po’ di tempo con i lavori di ristrutturazione, realizzando tutto in famiglia grazie alla sorella di Stefania che è architetto, e alla fine siamo molto soddisfatti del risultato.

Qualche anticipazione sulle novità in serbo per il futuro?

A partire da quest’inverno vorremmo iniziare a proporre piccoli eventi culturali, ad esempio serate a tema di cucina e magari organizzare anche qualche corso di cucina per tedeschi, in maniera però mirata, monografica, focalizzandoci su alcuni piatti nello specifico.

jamm

Ringraziamo Fabio e Stefania e continuiamo l’aperitivo tra taglieri di salumi e formaggi, calzoncini ripieni e focacce, disquisendo su quale sia il genere corretto per la parola arancino, se il palermitano “arancina” o il più diffuso “arancino”, arrivando alla conclusione che soltanto il genere neutro della lingua tedesca potrebbe mettere fine alla querelle tra le due agguerrite fazioni!

 

Intervista di Simona Dell’Aquila – Foto Mariarca Guglielmo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...